sabato 24 ottobre 2009

Aspettando la partenza

Quasi. Quando è cosí si accavalla tutto, i pensieri che sorgono in ritardo e quelli che aspettano invece da tanto, sempre fermi nello stesso posto. Sembra un groviglio inestricabile, poi si trasforma sempre in qualcosa di inaspettato.

Come sempre avrei voluto scrivere di tanto altro, e come sempre poi lo faccio solo quando non mi sorge in testa il "si c'é ancora tempo prima che", come se una cosa dovessi farla solo perché debba precedere un'altra.

Un'ora di luce in meno da domani a Stoccolma, in pieno autunno ormai, manto di foglie appiccicato a terra dalla pioggia notturna.
Ma anche un'ora indietro e mi rimarrá il dubbio di aver sistemato bene l'orologio. Che tra l'altro non ho mai al polso.
L'attesa è un'ora piú lunga e io non ho fretta. Mi basta pensare agli anni giá aspettati e gli ultimi momenti saranno ancora piú leggeri.
Meglio cosí, nello zaino peseranno di meno.

2 commenti:

sara ha detto...

buon viaggio! e controlla l'ora! :)

Sabatino ha detto...

Come volevi ti si apre il mondo. Negli occhi; negli occhi.
Buon viaggio
Babbo

 
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