martedì 27 novembre 2012

Pro e contro #2

Di ritorno da una giornata al mare, poco fuori Catania.
Con i miei amici Fede e Michi ho passeggiato sulla spiaggia in direzione sud, quasi fino al tramonto.
Dobbiamo ritornare in cittá, cosí siamo andati alla ricerca di un autobus.
Ma niente, dopo una ventina di minuti passati ad aspettare alla fermata decidiamo che è meglio cominciare a camminare, magari facendo autostop.
Passano molte auto, la maggior parte delle quali con a bordo nessun altro che il guidatore, ma nessuna si ferma.
Finché una tipo di qualche decina di anni fa, tutta scassata, inchioda: l'autista ci fa segno di salire a bordo.
È un signore senegalese, di ritorno da una giornata di lavoro al mercato, che ci dà questo passaggio .
Si lamenta del fatto che le persone tendono a non aiutarsi a vicenda, che ognuno si fa i fatti suoi e non si occupa dei problemi degli altri, che le persone passano il tempo a lamentarsi.
Mentre ci lascia vicino l'arco di piazza Palestro, Porta Garibaldi, gli chiedo se possiamo offrirgli un caffé, ma ci dice che l'aspettano a casa per pranzo.

sabato 24 novembre 2012

Pro e contro #1

Frase del giorno:
Ho interagito con piú persone in una settimana a Catania che in cinque anni di vita in Germania

venerdì 23 novembre 2012

Viaggi


I viaggi che non vedevo l'ora

I viaggi che non volevo fare

I viaggi che non dormo la notte prima

I viaggi di un giorno che si trasformano in viaggi di una vita

I viaggi progettati nei dettagli e quelli progettati per scoprire dettagli

I viaggi verso la libertà che conducono alla solitudine, i viaggi alla ricerca di me stesso e casomai dimentico di portare me stesso con me

I viaggi che mi mancano i miei amici

I viaggi in cui mi servono le mie paure

I viaggi a guardare fuori dal finestrino

I viaggi con i miei genitori, che non avevo idea di dove saremmo andati, né del perché fossi felice

I viaggi per imparare a viaggiare

I viaggi passati a fare l'amore

I viaggi per tornare a casa, i viaggi verso terre sconosciute

I viaggi nient'altro che dietro casa


I viaggi della mia immaginazione


I viaggi che tutti vogliono venire con me, ma nessuno verrà

I viaggi che tutto ciò che mi serve è nel mio zaino

Il viaggio che è la scoperta di un'altra persona

I viaggi che ho sognato e quelli che ho vissuto

I viaggi che un giorno, i viaggi che domani

I viaggi dimenticati, sepolti nel cimitero di quelli inutili

Il viaggio di scrivere dei miei viaggi

giovedì 22 novembre 2012

Journeys


The journeys I can't wait for

The journeys I don't want to take

The journeys I couldn't sleep the night before

The one-day journeys that turn into one-life ones

The journeys planned into details and those planned to discover details

The journeys to freedom leading to solitude, the journeys to myself and I forgot to bring myself along

The journeys spent missing my friends

The journeys I need to take my fears along with me

The journeys looking out of the window

The journeys with my parents, that I had no idea neither of where we were going nor of the reason of my happiness

The journeys to learn how to travel

The journeys spent making love

The journeys back home, the journeys to unknown lands

The journeys no more than one step away from home


The journeys of my imagination


The journeys everybody want to come along, and nobody will

The journeys all I need is in my backpack

The journey of discovering another person

The journeys that I have dreamt and those I've lived

The journeys I will, one day, and those I will, tomorrow

The forgotten journeys, buried in the cemetery of the useless ones

The journey of writing about my journeys

mercoledì 21 novembre 2012

O' assaje finisc' e o' poc' bast'

Traduzione: Ció che è tanto finisce, ció che é poco basta.

Fonte: M.A. Cennamo

Significato: Quando si dispone in abbondanza di qualcosa si tende ad abusarne e quindi a consumarla tutta, spesso inutilmente o in maniera sbagliata. Quando si dispone di qualcosa in maniera limitata allora se ne fa un uso piú attento e si finisce per adoperarla al meglio e in maniera piú sensata. Spesso ci si renderá conto che, anche se all'inizio si riteneva "poco", la quantitá era in realtá piú che sufficiente, tant'è che ne avanzerà anche.

Applicazioni: A tavola, quando c'é molto cibo e ci si ingozza o lo si spreca, in contrapposizione a quando il cibo sembra poco, lo si divide tra commensali e alla fine sará piú che sufficiente per soddisfare la fame di tutti, tant'é che avanzerá anche. O il tempo, che si spreca quando se ne ha troppo a disposizione e invece si sfrutta al meglio quando è poco.

Sorpresa di chiusura

Vale la pena di raccontare pure questa.

Stabilita la data di discussione della tesi di dottorato, presi i biglietti d'aereo per mamma e babbo per farli assistere alla discussione, una sera mi aggiravo con Alessandra al centro di Stoccolma.
Nella mia testa girava e rigirava l'idea che, in fondo, un dottorato di ricerca avrei potuto comprarlo senza troppi problemi a qualche mercatino dell'usato del napoletano. Qual era, quindi, il valore aggiunto nel discutere davvero la tesi?
La risposta mi capitó sotto gli occhi quella sera, mentre aspettavo che l'omino rosso dall'altro lato di Sveavagen mi invitasse a raggiungerlo, tramutandosi in verde. Un cartello affisso in un angolino: Berliner Philharmoniker alla Konserthuset pochi giorni dopo la discussione della mia tesi.
Il 18 novembre sera. 
Associazione istantanea: i boss adorerebbero andarli a sentire.
Bestemmie: ho giá comprato il biglietto aereo di rientro per i boss per il 18 pomeriggio.
Imprecazioni contro vari ordini ecclesiastici.
Idea: cambio il biglietto e chissenefrega, compro due biglietti in prima fila e ai boss daró la notizia poche ore prima del concerto per una sorpresa che ricorderanno e che stravolgerá i loro piani (im)perfetti e (in)attaccabili.
Imprecazioni varie per l'eccitazione dovuta ad un'idea brillante.
Intanto il rosso diventa verde, le persone attraversano diligentemente nel silenzio stoccolmese, col fare di chi sarebbe perso senza una omino colorato a indicargli cosa fare.

Il resto è la logica conseguenza della nascita di un'idea a cui mi ero affezionato, di un masso messo in moto in cima ad una montagna e in rotolamento veloce verso valle.
Andare a prendere un caffé in un bar del centro.
Fingere di ricevere un messaggio dalla compagnia aerea che indicava lo slittamento del volo di ritorno al giorno successivo.
Ascoltare le imprecazioni per l'imprevisto.
Aspettare che un cameriere qualunque porti al nostro tavolo una busta contenente i biglietti del concerto.
Concedere cinque minuti perché possano capire cosa sta succedendo.
Filmare il tutto e rivederlo al replay mille volte.
Andare al concerto e scoprire che, si, voglio entrare anch'io, e allora prederne un biglietto dell'ultimo minuto anche per me.
Godermi la perfetta sigla conclusiva di questi anni a Stoccolma.

martedì 20 novembre 2012

Un altro sogno di qualche tempo fa

Un altro sogno, dopo quello sudamericano, era quello di avere tra le mani un libro scritto da me.
Un libro su qualche strano argomento di astrofisica che io fossi in grado non solo di scrivere, ma anche di capire, almeno in parte. Perché, è chiaro, non è scontato capire tutto ció che si scrive.
Era un sogno, ma anche la ragione per cui queste pagine (che sono pagine anche se vengono chiamate "post") nacquero e uno dei motivi dei su e giú annidati nelle mie parole.

Avevo sognato di celebrare la nascita di questo libro parlandone con qualcuno che lo capisse meglio di me, con accanto amiche e amici, i miei genitori, e la presenza, anche se non fisica, di quelle persone che porto con me, nei miei pensieri e nelle mie parole, ogni giorno.

In una cittá del nord dove capitai piú o meno per caso durante un viaggio di quattro anni fa, nel sogno banchettavo fino a tarda notte con queste persone, con cibi di cui sento ancora il sapore in bocca.

Ora che quel momento è passato ne sento ancora addosso l'entusiasmo e vedró di trascinarlo con me
in ció che verrá.
 
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