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martedì 5 febbraio 2013

New blades on ice


As the time in Stockholm gets shorter and shorter, the list of "things I should have done in Sweden but I haven't (yet)" becomes longer and longer.

But at least is easier and easier to realise how many days I will still spend here, and so I can start getting rid of items in the list, one by one, without letting them to disguise in some remote corner of a foggy future.

So far I have been skiing, walking, sledding, but never dared to skate, on the frozen surface of lakes and sea.
Today finally came the moment for that, on a lake surface that was quite watery, but with good ice conditions under this thin liquid layer.
Scared, clumsy, slow, relaxed, calm, fast, happy. And then simply wondering why I haven't started doing this four years ago, when I arrived in Stockholm.

domenica 5 dicembre 2010

Non siamo gli unici a lamentarci dei treni

Addirittura in nord europa la gente odia i propri trasporti pubblici.
Quando arrivai in Svezia tutto mi sembrava perfetto: treni puntuali, servizi urbani impeccabili e se sei bravo ad organizzarti in anticipo riesci anche a ottenere buoni prezzi sui biglietti. Poi invece, arrivato l'autunno, ho scoperto che i treni fanno ritardo anche qui e non solo sporadicamente. Pare che in autunno, quando cadono le foglie, non ci sia nessuna maniera rapida di pulire i binari e i treni necessitano di rotaie pulite per poter viaggiare. Cosí i ritardi diventano una costante. Poi arriva l'inverno e i trasporti urbani vanno in tilt. La metro comincia a fare ritardi, gli autobus anche, e le persone si lamentano di tutto ció e distinguono minuti reali e "minuti SL" (SL è la sigla dei trasporti urbani di Stoccolma: Storstockholms Lokaltrafik). Com'è possibile che non si trovi una maniera per rendere regolare il traffico anche con la neve e il gelo in un paese che a queste condizioni dovrebbe essere abituato?
Altro mito caduto è quello della puntualitá dei treni in Olanda. Pare che gli olandesi non siano affatto contenti dei loro treni, che ci siano sempre problemi. Quello che ho sperimentato di persona è che se c'è un qualunque problema tutto il sistema va nel pallone.
Io resto comunque sempre affezionato ai problemi della mia vecchia cara freccia del Biferno, degli espressi e intercity con ritardi incalcolabili e soprattutto al sito web di trenitalia: il sito web di trasporti pubblici più difficile da capire, nonostante sia nella mia lingua madre!

lunedì 30 agosto 2010

A tavola

Ieri ero a tavola a pranzo, o cena, non ho ancora ben capito perchè qua cenano alle 17.
Ero seduto affianco ad un bimbo di quasi un anno. Lui se ne stava tranquillo sul suo seggiolone affianco alla mamma che nel frattempo mangiava. Tutto tranquillo e sereno, senza piangere nè niente giocava con le sue macchinine, i pupazzetti, le posate, il coltello che si metteva allegramente in bocca di taglio...La mia coinquilina l'ha fatto gentilmente notare alla mamma del piccolo:
"Uhm, forse è il caso che lui non giochi con quel coltello ma piuttosto con un cucchiaino, no?" (L'elemento ciucciotto non è contemplato nel contesto)
Io mi accorgo della situazione, gli sfilo il coltello dalle mani (e dalla bocca) e gli restituisco la sua macchinina. In un attimo la mia espressione super preoccupata viene sostituita da una risata sfrenata al solo pensiero di cosa avrebbe fatto mia madre in quella circostanza.
Mi viene invece difficile raccontare la reazione della mamma del piccolo, la sua espressione in una situazione del genere e la sua reattività: per farlo al meglio lascerò un rigo, o meglio tutto lo spazio restante, vuoto.

lunedì 27 luglio 2009

Altre differenze #3

"Come farai con la lavatrice?" é stata una delle prime domande che mia madre mi ha fatto prima che mi trasferissi a Stoccolma. La seconda per la precisione, dopo aver cominciato a pensare, giá in epoche pressoché preistoriche, ai possibili metodi di spedizione dell'olio molisano in Svezia.
Le lavatrici qui sono generalmente in comune, una o piú lavatrici nel sottoscala di ogni condominio.
Una cosa un po' "comunista" insomma, che mi ha tolto la libertá di lasciare i panni in lavatrice per un paio di giorni dopo il lavaggio ma alla quale, in fin dei conti, non é cosí difficile adattarsi.

A proposito di domande, la domanda fondamentale dell'altro genitore era: "Come fai con il medico?"
Io nei primi 5 mesi ho accuratamente evitato la risposta: accidia o superbia, scegliete voi il peccato da attribuirmi. Poi capita che mi slogo un polso giocando a pallone e allora ho bisogno del medico. Beh, altro che comunismo e socialdemocrazia! Una visita dal medico costa 14 €, una radiografia 20€ e soprattutto mi hanno innanzitutto chiesto tessera sanitaria, documenti e via dicendo, un po' come puó accadere negli USA.
La signora allo sportello dell'ambulatorio mi diceva tutta soddisfatta: "Qui in Svezia costa poco, altrove é ben piú caro!". "Ma cara la mia signora, in Italia se vai al pronto soccorso é raro che ti tocchi pagare qualcosa, tantomeno se hai una presunta frattura!"

domenica 26 luglio 2009

Altre differenze #2

Differenza di ricette.
Cosa succede in Italia se c'è un barbecue da preparare, un prato in condizioni perfette, un pallone, due porte da calcio e un nutrito gruppo di ragazzi e ragazze?
Beh, la risposta è nota: le donne si prendono cura del cibo, gli uomini del prato e del pallone.
Capirete quindi la mia sorpresa quindi quando abbiamo cominciato a giocare ad una specie di baseball/softball relegando in un angolino le porte e il pallone, inutilizzati, e lasciando il barbecue incustodito!
Evviva la parità dei sessi! ma anche Evviva il calcio e i prati su cui giocarlo in totale libertà!

sabato 25 luglio 2009

Altre differenze #1

Un dettaglio importante l'ho notato andando nei supermarket, il che è ovvio dato che il comprare e il mangiare sono quanto di più possa caratterizzare una popolazione.
Se in Svezia vai a prendere la frutta o la verdura in un supermarket trovi le buste di plastica trasparenti, come in Italia, ma non trovi gli inutili guanti di plastica per toccare e scegliere la frutta. Io infatti mi sono sempre chiesto quale fosse il senso di tali guanti, dato che è ovvio a qualunque persona che la loro utilità è nulla: raramente credo la mano di una persona possa essere più sporca dei vari posti in cui la merce transiti nel tragitto da un albero al bancone di un supermercato.
Qui infatti non trovi la marea di mamme pronte a spiegare ai figli che la frutta va toccata con i guanti perché se tutti lo facessero a mani nude chissà che schifezze ci troveresti su, così come è comune che i bimbi facciano ciò che vogliono, si rotolino per terra, facciano cadere i propri giocattoli per strada e poi li riprendano per giocarci e casomai li mettano in bocca senza averli lavati.

In uno dei miei film preferiti Sipsey dice: "Ci schifano per il colore della pelle ma poi mangiano l'uovo che esce dal culo della gallina". In Italia forse tutto ciò accade ancora troppo spesso.

lunedì 13 luglio 2009

11 differenze e una domanda

Una delle domande che ricorre più spesso quando parlo con la gente è: quali sono le differenze tra Svezia e Italia? E devo dire che un po' non mi piace, perchè un dettaglio non sempre è indicativo, un po' mi mette in difficoltà, perchè non sono solito notare i dettagli.
Allora ecco alcune delle differenze che ho notato.
In Svezia:
I bar con i tavoli all'aperto hanno una vasta fornitura di coperte per i clienti;
Non ci sono citofoni;
Le piste ciclabili abbondano in pieno centro, ma non sono sempre facilmente seguibili;
La persone attraversano col rosso;
Le auto si fermano sul rosso;
Le auto inchiodano a 10 metri da te se stai passando sulle strisce, che esprimo più volentieri dicendo
Puoi attraversare bendato;
Gli alcolici con percentuale superiore al 3.5% si vendono solamente in negozi appositi oltre che nei ristoranti/bar/club;
Le persone si salutano abbracciandosi e baciandosi su una sola guancia;
Puoi bere ovunque l'acqua del rubinetto;
Sui treni, sulle navi, nei musei trovi spazi attrezzati per far giocare i bambini;
Se vuoi giocare a calcio per strada trovi bei campetti in erba sintetica nel bel mezzo della città.

Perchè sui campetti in erba naturale, alta anche un metro a volte, in salita e discesa, su cui ho passato centinaia di giornate a Campobasso, adesso stanno sorgendo inutili costruzioni?
 
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