Di certo - dove andranno queste pagine? mi chiedevo qualche tempo fa - il filo conduttore sará ció che faccio, e ció che penso, che è conseguenza di ció che faccio.
Forse é un stratagemma che uso, per cascare in piedi: scrivere una schifezza ha comunque una sua dignitá, se quella schifezza è reale.
Forse una squallido trucco: uno scrive una merda qualunque, che se l'avesse scritta anni fa sul diario che teneva nel comodino, non sarebbe servita neanche per accendere il fuoco - perché mica bruci un diario per accendere il camino? - e figuriamoci se poteva servire da lettura per qualcun altro - perché i diari sono pallosi, o forse non lo sono solo se sei Henri Miller. Dicevo, uno magari cita qualcosa di figo, scrive una cosa alla cazzo, uno scritto buttato giú su due piedi per un non si sa quale motivo - magari non aveva le palle per uscire dalla sua tana e prendersi le mazzate nella vita reale, che se ci penso uno che non si é preso neanche una bastonata non lo conosco ancora - Prendere nota: conoscere gente piú variegata, ma mica per capire se è possibile arrivare indenni alla fine del percorso! solo per avere piú esempi di maniere in cui si puó sbagliare la procedura da seguire.
Ecco, uno - o una, per non essere sessista - produce uno scritto - perché se metti insieme delle parole, questo è comunque uno scritto, anche se non è letteratura - traveste qualche luogo comune da scoperta geniale, camuffa uno spostamento, o una vacanza, con i vestiti del viaggio epico, truffa il lettore con la retorica di chi "vive", e truffa se stesso - o se stessa - perché non ha rischiato niente.
E questo non c'entra, davvero no, con la corsa nei boschi. Se non fosse che dovevo andare a correre ma ho preferito sprecare il mio tempo cosí.
martedì 28 agosto 2012
venerdì 13 luglio 2012
Kind of Blue
As I wail, cry and scream, lost and disoriented and hurt, but awake, nothing happens.
So what?
Nowhere to aim, so no movement towards no direction, because why bother.
As I swirl and walk up and down the stairs, I might end in a unmistakable-smell-dark-room, in which an unconfusable music is played.
As I change mode and pace, a certain Kind of blue might be produced, sound and feeling. My kind of blue is dark blue, blathering while I'm lost in a far somewhere, thinking "Good banter Miles".
It's full of colors and empty of light,
it's those athwart lines crossing the red stream in which I plunge my nights,
it's the hand caressing and tossing and turning me around and around and pitching me so far away from myself that I suddenly show up in the most unknown of my rusty nostalgies,
it is my proclivity for muddiness and my helter-skelter faith to turn it into a lawn, drinking the witches brew that I smell in the air after the sunsets.
Nowhere to aim, so one direction at my own pace.
Because why not?
sabato 30 giugno 2012
Su come scegliere una direzione
Che facile lo è solo nei discorsi dei novizi,
o di consapevoli ubriachi
Che importante lo è ad ogni istante nella mente dei frenetici,
o procrastinabile frenesia dei depressi
Che non è dilemma per chi resta al centro della piazza,
o naviga nelle rapide
Che si traduce: movimento
o si fraintende: meta
Che accade quando gli alibi sono distratti
e le abitudini disorientate
Su come scegliere una direzione, no,
o di consapevoli ubriachi
Che importante lo è ad ogni istante nella mente dei frenetici,
o procrastinabile frenesia dei depressi
Che non è dilemma per chi resta al centro della piazza,
o naviga nelle rapide
Che si traduce: movimento
o si fraintende: meta
Che accade quando gli alibi sono distratti
e le abitudini disorientate
Su come scegliere una direzione, no,
altro non so.
martedì 26 giugno 2012
Una mattina al mare
Come sempre, finisco a rileggere vecchie lettere, email.
Inaspettata, trovo qualcosa il cui ricordo era stato totalmente cancellato e che mi riporta ad una mattina di dicembre di cinque anni fa.
* * * * * * *
Una mattina al mare.
d'inverno di dicembre appena iniziato.
di onde e freddo sulla sabbia sporca.
di tronchi d'albero riversi sulla battigia
e montagne incappucciate dalle nuvole all'orizzonte.
di surfisti in branco alla caccia dell'onda
di onde in fila indiana infastidite dai surfisti
di qualche sparuta persona che camminava sulla spiaggia
di parcheggi vuoti della folla estiva
di teste vuote della follìa estiva
e in bilico tra la severità dell'inverno e quella del mare,
di teste melanconiche dell'autunno che sta per svanire.
l'autunno è nelle strade, nelle foglie che cadono,
e non nel mare piatto e freddo che partorisce sulla riva grosse onde
la primavera sarà nei prati verdi, nelle radure dove la gente cuoce la carne sulla brace
e gioca a pallone negli utlimi giorni d'aprile
e non nel mare di nuovo tiepidamente tiepido.
il mare è inverno.
o estate.
estremale, di confine.
non mediocre nè depresso, non autunnale.
inavvicinabile quando l'umore non è quello giusto,
avvolgente e accogliente se nel giorno buono.
in completa sintonia o discordanza,
specchio totale, del cielo e dell'animo,
e quindi splendido, o inguardabile.
Inaspettata, trovo qualcosa il cui ricordo era stato totalmente cancellato e che mi riporta ad una mattina di dicembre di cinque anni fa.
* * * * * * *
Una mattina al mare.
d'inverno di dicembre appena iniziato.
di onde e freddo sulla sabbia sporca.
di tronchi d'albero riversi sulla battigia
e montagne incappucciate dalle nuvole all'orizzonte.
di surfisti in branco alla caccia dell'onda
di onde in fila indiana infastidite dai surfisti
di qualche sparuta persona che camminava sulla spiaggia
di parcheggi vuoti della folla estiva
di teste vuote della follìa estiva
e in bilico tra la severità dell'inverno e quella del mare,
di teste melanconiche dell'autunno che sta per svanire.
l'autunno è nelle strade, nelle foglie che cadono,
e non nel mare piatto e freddo che partorisce sulla riva grosse onde
la primavera sarà nei prati verdi, nelle radure dove la gente cuoce la carne sulla brace
e gioca a pallone negli utlimi giorni d'aprile
e non nel mare di nuovo tiepidamente tiepido.
il mare è inverno.
o estate.
estremale, di confine.
non mediocre nè depresso, non autunnale.
inavvicinabile quando l'umore non è quello giusto,
avvolgente e accogliente se nel giorno buono.
in completa sintonia o discordanza,
specchio totale, del cielo e dell'animo,
e quindi splendido, o inguardabile.
venerdì 1 giugno 2012
Mostra
Intanto per distrarmi faccio una mostra di fotografia.
Anch'essa non so dove andrá, forse da nessuna parte. Non ha importanza.
Eccola:
2-14 Giugno 2012, Gallerí Aguéli, Södermalm - Stockholm
“Under the same sky” is an exibithion about the GalileoMobile project expedition to the Andinian Altiplano. GalileoMobile is a purely non-profit project that brings astronomy closer to young people around the world, and mainly across developing countries that have little or no access to outreach programs. Its first expedition was to South America, through Chile, Bolivia and Perú. South America is a land of kids walking through large spaces, under a clear sky. The GalileoMobile project has traveled in the andinian plateau, a small part of this huge continent, to share the cosmovision of some astronomers with that of local kids and native people. Children all around the world are enthusiastic to observe the sky. To the andinian populations their clear sky is an important everyday-presence in their lives. With human paces they walk the sideral distances of their land, land of deserts and forests, from of the thousand meters of the high peaks of the Andes to the shores of the Pacific ocean, through the rests of ancient civilizations. Stargazing and exchanging dreams with andinian children was an amazing experience, and “Under the same sky” is a collection of shots captured while being part of it. “These shots represent a little homage to this land, as seen through my own eyes.”
Eccola:
2-14 Giugno 2012, Gallerí Aguéli, Södermalm - Stockholm
“Under the same sky” is an exibithion about the GalileoMobile project expedition to the Andinian Altiplano. GalileoMobile is a purely non-profit project that brings astronomy closer to young people around the world, and mainly across developing countries that have little or no access to outreach programs. Its first expedition was to South America, through Chile, Bolivia and Perú. South America is a land of kids walking through large spaces, under a clear sky. The GalileoMobile project has traveled in the andinian plateau, a small part of this huge continent, to share the cosmovision of some astronomers with that of local kids and native people. Children all around the world are enthusiastic to observe the sky. To the andinian populations their clear sky is an important everyday-presence in their lives. With human paces they walk the sideral distances of their land, land of deserts and forests, from of the thousand meters of the high peaks of the Andes to the shores of the Pacific ocean, through the rests of ancient civilizations. Stargazing and exchanging dreams with andinian children was an amazing experience, and “Under the same sky” is a collection of shots captured while being part of it. “These shots represent a little homage to this land, as seen through my own eyes.”
Dove andranno queste pagine devo ancora deciderlo.
Come tutti i fenomeni umani, anch'esse attraversano cicli, inizi e finali. Tempi piú veloci e incalzanti, ritmi piú lenti, noiosi o barcollanti. Trasformazioni, cicliche, di durata subumana, dove il ciclo piú lungo é quello descritto dal numero dei miei respiri.
giovedì 2 febbraio 2012
Iscriviti a:
Commenti (Atom)
